Recensione Spettacolo
Parma 2006


Il divertimento? E' " Necessario " Proprio bravi Leonardo Adorni, Jacopo Maria Bianchini e Alessandro Mori! E il pubblico ha evidentemente imparato a conoscerli, ad apprezzarli, il Teatro Europa fitto di spettatori, il numero delle richieste molto superiore alla capienza della sala. Il Teatro Necessario, una giovane formazione di Parma di cui si è già avuto modo di scrivere con ammirazione e simpatia per diversi brevi eventi clowneschi, quest'estate anche alla Fattoria di Vigheffio, ha presentato ora un nuovo spettacolo, tete à tete , il trio affiancato segretamente in scena ( solo una breve apparizione, una sorpresa) da Angelo Facchetti, da sempre compagno di strada, regia di Mario Gumina. E questa volta il gioco clownesco, le trovate capaci di far esplodere risate, tra numeri da giocoliere e acrobazie, si colora a tratti, specie nella prima parte, di sfumature più squisitamente teatrali che potrebbero in futuro anche dare ulteriore spessore alle creazioni del gruppo. Perchè i nostri tre protagonisti dalle molte abilità circensi sanno anche ben dosare gli sguardi, tra perplessità, paure, ammiccamenti, tutto un gioco certo, che però, ad esempio, con l'azione della paura d'uscire di casa, assume, nel divertimento, tra tante risate, anche un carattere vagamente pinteriano, la vita difficile da affrontare oltre la soglia... All'ingresso del pubblico uno degli attori dorme su una grande poltrona, una strana creatura si riesce ad allungare smisuratamente un braccio, mentre le gambe vanno per conto loro - e appare una testa supplementare: Uno, due, tre: in un unico spazio raccolto! In una scenografia sgangherata ma funzionale, un mobile da cucina, una parete scorrevole, tre armadietti, una porta e poco più , tutto si svolge in una sorta di normalità, che tale però non è mai! Bisogna lavarsi? Si sale su delle pertiche in alto! E' ora di cambiarsi? Ci si infila in uno stretto armadietto! Bello, efficace, il gioco degli sguardi. La radio trasmette strane notizie e dialoga con i presenti ( e basta l'ordine " rilassiamoci " che qualcuno va in trance!). Continue le sorprese con la valigetta con cui uno di loro deve affrontare il primo giorno di lavoro. Esilarante tutta la preparazione del dolce in cucina con oggetti e cibi volanti - e teste sotto il coprivivande! Dispetti, lotte e chiacchiere quotidiane. Salti e capriole. Passaggi sulle corde. Vivacissima la partecipazione del pubblico, molti gli applausi a scena aperta. E poi ancora e ancora al termine con il trio che suonava.


Valeria Ottolenghi


Teatro Necessario
presenta:
TÊTE A TÊTE

di e con Leonardo Adorni, Jacopo Maria Bianchini, Angelo Facchetti e Alessandro Mori

regia di Mario Gumina

Tutto ciò che si avvicina al libero gioco della vita ci è praticamente ignoto…e in quanto a credere sono pronto a credere a tutto ciò che è incredibile».

La strana vicenda di tre. Alle prese con piccoli drammi quotidiani vivono stretti stretti in una minuscola casetta, dove nulla è prevedibile, niente è ciò che sembra, impreviste abilità e acrobazie rivelano piccole e sorprendenti realtà.

Note di regia

Dentro fuori in off di da

Tête à tête è uno spazio vuoto in uno spazio pieno
dove ognuno può trovare le domande di sempre: vado? resto? cosa dici: resto? vado?

Potevamo parlare dei nostri problemi:
non li abbiamo.
Potevamo parlare delle nostre incertezze:
non le abbiamo.
Potevamo parlare delle nostre sicurezze…
non le abbiamo

Tête à tête è un miscuglio di gesti quotidiani,
di oggetti che ci guardano,
di non sense che ci appartiene,
di non dire nulla e pensare di aver detto tutto.

E' la difficoltà di esserci e la voglia di rimanere.

E' il senso puro di libertà che ci fa andare avanti anche quando non capiamo.

Mario Gumina

19 febbraio
"Incontri d'Autore" a danzarte
presenta
Companhia do Quintal
"Belli per sempre"
Scivolo attraverso stoffe, scarpe. Sbottonato dentro, schizzo nell'aria densa, tesa: mormoro, scompigliato, frammenti di pensieri acidi, ruvidi; luridi suoni si depositano nei pori e lo stomaco si rovescia nell'asfalto. Caldo. Scivolo teso attraverso l'aria sbottonata, i pori si disperdono luridi; stoffe acide mormorano ruvidezze, rovescio pensieri densi nello stomaco. Frammenti di asfalto nei pensieri lucidi. Deposito, scompigliato, suoni e respiri nelle scarpe. Sbottonato dentro, graffio lo specchio per ritrovare il tuo sguardo: e mi prometto, per te, di essere bello. Vorrei, per te, essere bello per sempre.

Titolo: "Belli per sempre"
Coreografie: Eugenio De Mello.
Interpreti: Eugenio De Mello e Salvatore Salamone.
Progetto musicale: Gone e Les Mokò.
Progetto luci e scenografia: De Mello & Salamone.
Produzione: Companhia do Quintal e Mosaico Danza.
"Belli per Sempre" è stato presentato in prima nazionale il 22 novembre 2004 al Festival Video.it/Contrapunti Off,


Companhia do Quintal

presenta:
"Saleug@"
L'agonia di un corpo (nudo, spezzato, mezzo vestito, mezzo spogliato. Maledettamente innamorato) che si scompone, che non è al completo, che stenta ad esistere. Si sbilancia, cade. Carne, ossa, muscoli… anima libera, anima doppia, vagante, esuberante, nell'animo febbricitante: volare, e poi volare via, perdersi e non trovare più la strada di ritorno. Corpo ritto, dritto, corpo vestito di segni, lividi, cicatrici; corpo percosso, vivo, reattivo, istintivo, passo deciso. Occhi sommersi dai desideri, occhi velati, incatenati, consumati, alle volte sterefatti, spaventati, ma quasi sempre, tanto innamorati.

Titolo: "Saleug@"
Coreografie: Eugenio De Mello
Interpreti: Eugenio De Mello e Salvatore Salamone
Musiche: Yello, Sigur Ròs
Progetto luci: Eugenio De Mello
Durata: 18 min.
Produzione: MosaicoDanza, Teatro Comuna Baires Milano, Festival Danza Estate di Bergamo.
"Saleug@", è stato presentato in prima nazionale il 27/09/2003 al Festival Contrappunti/10 , presso il locale "The Beach", ai Murazzi di Torino.
26 Febbraio
ore 21
Ersiliadanza
"Carnagione levigata bianca"
"Siamo zebrati, multicolori. Molte presenze invisibili, a volte fantasmatiche, interferiscono con il nostro io più segreto, interiore e sono anzi proprio loro a

27 Febbraio
ore 17
"Alice underground"

Compagnia Manuela Bondavalli
Teatro comunale di Borgosatollo

Alice Underground dal racconto di Lewis Carroll Un'Alice contemporanea quella proposta, un'Alice che vaga per la città alla ricerca di mondi sotterranei e fantastici, indifferenti alle regole comuni, un'Alice desiderosa di riscoprire il magico spazio del gioco e dell'invenzione e disposta per questo ad infilarsi e cadere dentro ad uno scavo metropolitano…

Attraverso la bizzarra storia dell'improbabile bambina vittoriana, lo spettacolo racconta di un mondo che costeggia il nostro, ma che è dominato da leggi interamente diverse. Non esiste il Peso né il Numero, e la tavola pitagorica impazzisce. Tutto viene rovesciato. Per raggiungere un luogo dobbiamo voltargli le spalle, per restare fermi dobbiamo correre, per arrivare in un punto dobbiamo averlo già superato; e il tempo corre all'indietro: prima il futuro, quindi il presente, infine il passato. Il medium visivo, utilizzato insieme alla parola e al gesto, contribuisce ad avvicinare il pubblico interessando in particolar modo i giovani il cui vissuto è oggi indissolubilmente legato al linguaggio delle immagini virtuali. Proponiamo così uno spettacolo in cui il video assume a tratti funzione scenografica, a tratti diventa un vero e proprio film nella performance, e prende corpo come pura immagine di video-arte. Tutto si svolge in un quadrato di circa 6 metri di lato completamente autosufficiente dal punto di vista tecnico. Una scena minimale in cui la proiezione regala un'ulteriore elemento alla narrazione aprendo nuovi spazi nell'immaginario dello spettatore. La caduta, le stanze sotterranee, le carte, l'accrescimento corporeo sono solo alcuni dei riferimenti alle vicende di Alice che alimentano l'invenzione della poiezione e dello spettacolo. La compresenza delle due dimensioni, quella reale della scena e quella virtuale del video, contribuisce a dare più risonanza al movimento e alla danza che possono mostrarsi così in una insospettabile prospettiva e svelare dettagli solitamente non percepibili. Il dualismo tra movimento reale e video sottolinea una partitura del corpo non in contrapposizione col mondo virtuale, ma sostenuta e sottolineata proprio da quella tecnologia che, usualmente invece, tanto fa perdere consistenza proprio alla corporalità. "Alice nel paese delle meraviglie è un libro esoterico e al tempo stesse popolare . Ogni bambino continua leggerlo, abbandonandosi perdutamente alle vicende di Alice e del Coniglio Bianco; ognuno di noi deve riprenderlo, sfogliarlo, consultarlo, tornare a rileggerlo se vuole orientarsi negli spazi vasti tra la terra e il cielo."
Pietro Citati



Lettura: Gabriella Tanfoglio
Danza: Manuela Bondavalli, Maria Francesca Scaroni
Musica: Daniela
Costumi: Sandra Magrograssi


stabilizzare la continuità della nostra identità, lo striano, lo zebrano, lo rendono multicolore…. Esaminiamo per un momento una mente comune in un giorno comune.
Essa riceve una miriade di impressioni - banali, fantastiche, evanescenti o scolpite da una punta d'acciaio - che le provengono da tutte le parti.
E' come una pioggia incessante di atomi… registriamo gli atomi così come essi cadono sulla mente e nell'ordine in cui cadono, tracciamo il disegno, per quanto sconnesso o incoerente sia all'apparenza, che ogni immagine o incidente incide sulla coscienza…. Se lo scrittore potesse basare il suo lavoro sui suoi sentimenti e non sulle convenzioni, non ci sarebbero più trame né commedie, né storie d'amore né catastrofi, alla maniera precostituita. La vita non è una serie di lampioni piantati in forma simmetrica, è un alone luminoso semitrasparente che avvolge la nostra coscienza dall'inizio alla fine."
(Virginia Woolf)

Coreografia, regia e testi Laura Corradi Creato con Silvia Bertoncelli Marta Bevilacqua Musiche originali Enrico Terragnoli
Disegno luci Alberta Finocchiaro
Direzione organizzativa Augusto Radice
Produzione Ersiliadanza
Progetto realizzato con il contributo del Ministero per i beni e le attività culturali e Regione del Veneto.
La compagnia Teatro Necessario
viene fondata nel 2001 per iniziativa di Leonardo Adorni, Jacopo Maria Bianchini, Alessandro Mori e Angelo Facchetti.
Da sempre affascinati dalla poetica e dalle atmosfere del Nouveau Cirque d'oltralpe, nel 2003 nasce "Clown in Libertà", spettacolo di musica e clownerie che riscuote ampi consensi conquistando il pubblico di piazze e teatri; vincitore l'anno seguente del Premio Otello Sarzi Nuove Figure del Teatro 2004, al festival internazionale I Teatri del Mondo di Porto Sant' Elpidio (AP), ed in seguito del Festival Cabaret Emergente 2005 al Teatro Storchi di Modena e del Festival Arts de Carrer a La Mercè '05 di Barcellona.
Nel 2006 vincitore del primo festival di Clown a Milano

Nel 2005 frutto dell'incontro e del lavoro svolto col regista Mario Gumina, debutta al Teatro Europa di Parma "Tête à tête", spettacolo comico prevalentemente gestuale di teatro - circo: "… Nell'estate 2005 partecipano allo spettacolo di Elisabetta Pozzi "Il Funambolo e la Luna" .