ANNO 2008 - 2009
CORSI DI DANZA ORIENTALE CLASSICA
PROGRAMMAZIONE DATE E STUDI
DAL 23 SETTEMBRE AL 28 OTTOBRE
DAL 1° DICEMBRE AL 23 DICEMBRE
DAL 1° FEBBRAIO AL 28 FEBBRAIO
DAL 31 MARZO AL 30 APRILE
DAL 1° GIUGNO AL 30 GIUGNO
ORARI PRINCIPIANTI
MARTEDI' 19,00 - 20,30 ( primo approccio)
GIOVEDI' 19,00 - 20,30
PRINCIPIANTI B
MARTEDI 20,30 - 22.00
GIOVEDI' 20,30 - 22,00
INTERMEDI - AVANZATI
MERCOLEDI' 20,00 - 21,30
(minimo 6 partecipanti)
DANZA E GIOCO NEL MONDO MAGICO DELL'ORIENTE
Corso per bambine a partire dagli 8 anni
SU RICHIESTA
MERCOLEDI' 17,00 - 18,00
STAGES
13 E 14 DICEMBRE 2008
Lo sharqui e i suoi segreti, la magia degli otto di Raouf Rafrafi interpretati
da Ambra
DAL 1° ALL'8 MARZO 2009
Stage in Siria condotto dal maestro
RAOUF
RAFRAFI e Ambra
DAL 18 AL 25 MAGGIO 2009
Stage in Tunisia - Bizerte -
condotto dal maestro RAOUF
RAFRAFI e Ambra
Breve
storia della danza orientale
a cura di Ambra Fasani
La Danza Orientale è
una delle danze più antiche del mondo.
Le sue origini sembra siano connesse
al culto della dea Ishtar, divinità della fertilità, adorata a Babilonia attorno
al 2.500 a.C., ma significativi paiono essere anche i contributi della cultura
dell'Antico Egitto. Nei paesi arabi questa danza è conosciuta con il termine di
Raq Sharki che significa "danza orientale".
La dizione "danza del ventre"
è stata inventata nel secolo XIX dai viaggiatori europei, sorpresi dai movimenti
del ventre e del bacino che non esistevano nelle danze europee. Occorre distinguere
fra il Raq Sharki e Raq Baladi o semplicemente Baladi (danza del popolo).
Quest'ultimo stile è più elementare rispetto il primo, con meno spostamenti
e con l'utilizzo predominante del bacino. Il primo stile invece è più raffinato
e ricco e formalmente più evoluto, tanto da essere diventato una vera disciplina
artistica al pari, per fare un paragone, della danza classica.
Include
movimenti del folclore egiziano, della stessa danza classica occidentale con passi
di scena, giri e movimenti indipendenti di tutto il corpo, compresa la testa.
Importanza determinante hanno le tecniche di portamento, lo stile, la grazia e
l'armonia di esecuzione. Presso quasi tutti i popoli dell'antichità si credeva
che la fertilità fosse direttamente connessa alla terra. Alle donne, creatrici
di nuova vita, si attribuivano poteri magici.
Miglia di anni fa in Anatolia
e sulle sponde del Mediterraneo le donne praticavano rituali in onore di questi
poteri magici (in relazione cioè alla fertilità) al fine di propiziare al clan
la prospettiva di ricca prole e ricchi raccolti. Gli uomini erano esclusi da questi
riti. E' interessante notare che l'esclusione degli uomini da questi antichi rituali
si ritova nella cultura del Raq Sharqi praticato negli harem dei sultani ottomani.
Infatti, contrariamente a quello che comunemente si crede, l'evoluzione
della danza orientale negli ultimi secoli a noi più vicini e fino ai giorni nostri,
non è mirata a sollecitare i desideri maschili, ma, tutto al contrario, è volta
a celebrare il "sogno fenminile" in se stesso, la grazia, l'eleganza, la bellezza
e l'armonia di cui ogni donna è portatrice, non agli occhi dell'uomo, ma, prima
di tutto, agli occhi della donna stessa.
Il Raq Sharki è la celebrazione
della femminilità nella sua accezione più colta e sognante. Nell'antica Grecia
e a Roma si eseguivano differenti danze per la fertilità basate sulla rotazione
del ventre e del bacino. A Cipro, luogo di nascita di Afrodite, la dea greca dell'amore
e della fertilità, le donne praticavano danze rituali accompagnate da canti e
percussioni tramite le quali andavano in trance. In questo modo le danzatrici
entravano in contatto con la dea e diventavano partecipi del suo potere. Riti
simili esistevano anche in Mesopotamia, Fenicia, Egitto, Arabia ed India.
A queste cerimonie partecipavano un gran numero di donne. Danzavano, cantavano
e suonavano: lo scopo era sempre lo stesso, ottenere la fertilità propria e della
terra. A partire dal IV-V secolo il Cristianesimo e poi l'Islam hanno messo la
sordina a questo tipo di danze le cui movenze, spesso eseguite in modo grossolano,
erano reputate sconvenienti. Fu così che per secoli danzare, fare musica e cantare
furono incombenze per schiavi. Ma la tradizione non si perse. Nei secoli passati,
come al giorno d'oggi, nel privato, non c'era donna araba che non conoscesse i
rudimenti di quello che, evolvendosi, è oggi diventato il Raq Sharki. Anzi, nel
Medioevo, tale danza, su ritmi e movenze più lente rispetto a quelle attuali,
veniva ballata, in modo assai raffinato, nel chiuso dei palazzi dei ricchi . Non
solo: le donne dell'harem dei sultani turchi portarono questa forma d'arte a notevoli
traguardi formali ed espressivi. Ma erano cose per una ristretta cerchia.
Durante il XIX sec., in Egitto esistevano due tipi di danzatrici: le ghawazee
(gitane zingare), e le awalim. Le prime ballavano all'aria aperta, in genere per
un pubblico di basso rango, accompagnate da musicisti di mizmar, nay, tabla. Le
seconde erano più rispettate: oltre a danzare, cantavano e recitavano poesie.
Si esibivano in case di ricchi con suonatori di nay, oud, kanoon e tabla. In entrambi
i casi la danza era improvvisata. Fino al 1930 le ballerine avevano danzato in
case di persone abbienti o nei caffè, apprendendo la propria arte dalla tradizione.
Proprio in questo anno, la libanese, Badia Mansabni, aprì al Cairo una
sala per le feste: il Casino Badia. Questo luogo divenne molto popolare. La danza
orientale si è sempre danzata in piccoli spazi, invece nel Casino Badia ha potuto
essere trasportata su grandi scenari. Badia Mansabni oltre a formare le sue ballerine,
si affidò a coreografi di valore e, in sostanza, fondò la prima scuola di Danza
Orientale modernamente intesa.
Attualmente la danza orientale fa parte
della cultura nobile della maggior parte dei paesi arabi (anche se c'è sempre
chi ne fa un uso scadente. Un grande evento senza uno spettacolo di danza non
è completo. Basti pensare ai matrimoni dove l'inserimento di numeri di Raq Sharki
sono assolutamente d'obbligo come buon augurio alla sposa. Il paese arabo con
la migliore tradizione di Danza Orientale è l'Egitto. Il montante integralismo
degli ultimi 15 anni, ha reso difficile lo sviluppo del Raq Sharki in questi paesi,
col risultato che molti grandi maestri e maestre si sono trasferiti in Occidente.
In questo modo la Danza Orientale sta mettendo solide basi anche in
Europa e in America. Il Raq Sharqi, insomma, è ormai diventato un'arte "internazionale",
con evoluzioni formali di notevole contenuto, una forma artistica assai raffinata,
caratterizzata dalle movenze sinuose di fianchi e addome, dolcemente accompagnate
dalla sensuale espressività di tutto il corpo.
Costante, tuttavia, resta
il riferimento al "sogno d'Oriente" e alla celebrazione dell' "eterno mistero
femminile"
BENEFICI
La
Danza Orientale è considerata, a livello di attività fisica, come un esercizio
a basso impatto, vale a dire che se eseguita correttamente, contribuisce a dare
tonicità al fisico e grazia al portamento. In alcuni casi, frequentare corsi di
Danza Orientale è consigliato anche a scopo riabilitativo sia posturale che motorio.
I più evidenti benefici sono però a livello psicologico.
La Danza Orientale
permette di acquisire padronanza e "stima" del proprio corpo attraverso il controllo
di ogni sua parte; aumenta la consapevolezza della propria femminilità; aiuta
a "piacersi" ed è un'ottima terapia per liberarsi dallo stress, lasciando finalmente
corpo e mente liberi di esprimersi in completa armonia.
